(IN) Netweek

MILANO

Garanzia Giovani, un successo con 91.000 occupati I partecipanti in totale sono stati 152mila, 49mila hanno sottoscritto un contratto. L’investimento regionale é stato di 178 milioni di euro

Share

I risultati dei tre anni di attuazione del Programma Garanzia Giovani in Lombardia, partito il 1° maggio 2014 e fortemente voluto dall’assessore Valentina Aprea, a fronte di un investimento di 178,3 milioni di euro per il contrasto della disoccupazione giovanile, parlano chiaro e sono da considerarsi decisamente positivi. L'iniziativa ha inteso fornire ai giovani fino ai 29 anni una serie di conoscenze sui settori d’intervento del servizio civile regionale (assistenza alle persone; protezione civile, ambiente, beni culturali, educazione e promozione culturale) e competenze trasversali (lavoro in team, dinamiche di gruppo, problem solving, brainstorming) facilitando così l’ingresso nel mercato del lavoro.

«I risultati che Regione Lombardia ha ottenuto in merito a Garanzia Giovani, il programma regionale rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni che offre opportunità di orientamento, formazione e inserimento al lavoro attraverso percorsi personalizzati in funzione di bisogni individuali, sono assolutamente lusinghieri - spiega la responsabile all'Istruzione, Formazione e Lavoro lombarda - Abbiamo infatti scelto di puntare sulle misure più orientate all’esito occupazionale e su una rete di operatori pubblici e privati già abituati a lavorare con la Dote Unica Lavoro».

I risultati parlano chiaro: 91.576 i giovani che sono stati inseriti nel mercato del lavoro; la maggior parte di loro, ben 48.916, ha sottoscritto un contratto. Di questi contratti 24.417 sono a tempo determinato, 11.763 a tempo indeterminato e 12.376 in apprendistato. I partecipanti in totale sono stati 151.909 mentre per l’impegno finanziario i milioni investiti da Regione per l’occupazione dei giovani sono stati 178 mentre 83 milioni è il totale del bonus erogato alle aziende.

«Tengo a precisare - dice ancora l’assessore Aprea - che in Regione Lombardia la procedura di adesione al programma si completa solo dopo aver scelto l’operatore che può quindi procedere alla convocazione. Quindi, nel caso in cui il giovane non scelga l’operatore, non può essere contattato. Inoltre, in molti casi, i giovani che completano la procedura non si rendono disponibili a sostenere il colloquio per la presa in carico».

In effetti sugli oltre 128mila giovani che hanno aderito, 101.903 sono stati presi in carico. Il programma si rivolge ai giovani dai 15 ai 29 anni: in larga parte si tratta di giovani la cui età è compresa tra i 19 e i 24 anni (il 54% del totale). Circa la metà (45.365) ha un titolo di istruzione secondaria superiore, seguono quindi coloro che detengono un titolo di istruzione terziaria (Universitari o equivalenti o post universitari): 22.330 giovani.

La distribuzione degli inseriti nel mercato del lavoro è piuttosto omogenea su tutto il territorio regionale. Rimane naturalmente una certa preponderanza della provincia milanese, che contribuisce per il 30% all’esito complessivo, ma ci sono ottimi risultati anche su Bergamo (11.532), che insieme al capoluogo (31.655) contano i due terzi degli attivati a livello regionali.

«Voglio sottolineare che la maggior parte degli inserimenti lavorativi si concentra su alcuni settori tradizionali di punta del made in Italy - dichiara con soddisfazione Valentina Aprea - in testa il manifatturiero e l’artigianato, dove i giovani qualificati rappresentano una risorsa strategica per sostenere l’innovazione digitale, e a seguire l’automazione e i servizi di assistenza alle imprese, specie informatici e legati ai media e alla comunicazione».

«Sono particolarmente orgoglioso di questo risultato - commenta in proposito anche il governatore Roberto Maroni - perché anche da ministro del Lavoro mi ero molto impegnato molto per passare dalle politiche passive a quelle attive. Così si aiutano davvero i giovani, chi perde il lavoro e chi rimane senza occupazione in età avanzata. Cosi' sosteniamo davvero l'economia della nostra Regione». E alla richiesta di un commento sull'idea lanciata dal presidente di Confindustria di azzerare il cuneo fiscale per rilanciare l'occupazione giovanile, Maroni si è detto «assolutamente d'accordo. E' una delle prime cose che faremo - ha rilanciato - dopo aver vinto il referendum sull'autonomia del 22 ottobre. Potendoci tenere i nostri soldi, questa è la strada che intendiamo seguire».

Leggi tutte le notizie su "Giornale di Lecco"
Edizione digitale

Autore:ces

Pubblicato il: 19 Giugno 2017

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti

Hai a disposizione 2500 caratteri

Ne stai uililizzando 20

Per commentare devi essere loggato.