(IN) Netweek

MILANO

Fattore Famiglia: strumento innovativo di equità  Stanziamenti specifici anche per la Città  metropolitana e coinvolgimento degli enti locali secondo il principio di sussidiarietà 

Share

«Il sociale per noi è un fronte importante, su cui la Regione ha investito molto ed è molto attiva: è uno dei temi che ha caratterizzato e continuerà a caratterizzare l'azione concreta di Regione Lombardia». Ha esordito così il governatore Roberto Maroni, alla conferenza stampa di presentazione delle misure per il sociale, adottate dalla Giunta regionale, a cui ha preso parte anche l'assessore regionale al Reddito di autonomia e Inclusione sociale Francesca Brianza.

«I soggetti attuatori delle misure sono tanti - ha aggiunto Maroni -: i Comuni, singoli o associati, e diversi Enti gestori accreditati, le organizzazioni del Terzo settore, le Ats e le Asst e altri soggetti riconosciuti. Questo è importante, perché, applicando il principio di sussidiarietà, che è il nostro punto di riferimento, noi faremo riferimento ai Comuni, chiedendo loro di organizzare poi sul territorio, tutti gli altri Enti».

«E per le famiglie in particolare - ha subito dopo fatto eco l’assessore Brianza - Regione Lombardia si dota di uno strumento innovativo che permetterà di avere un quadro più dettagliato della posizione economica delle famiglie allo scopo di erogare sempre maggiori servizi a chi ne ha realmente bisogno». Con il Fattore Famiglia, «che affianca l'Isee nazionale - ha detto ancora l'assessore - riusciremo ad avere una visione ancora più completa e garantire l'accesso ai servizi erogati da Regione Lombardia e dagli altri Enti del Sistema regionale, con una maggior equità sociale». Alla fase di prima applicazione del Fattore Famiglia Lombardo sono destinati 1,5 milioni di euro per il 2017 a cui seguiranno 3 milioni per il 2018 e ulteriori 3 milioni per il 2019.

«Ci saranno azioni specifiche per la Città metropolitana - ha poi spiegato Maroni - con cui stiamo ragionando in termini di competenze e risorse, perché è una realtà diversa rispetto alle Province. Nell'ambito delle misure a sostegno delle fasce deboli, abbiamo destinato, su 1,5 milioni, 200.000 euro per la Città metropolitana, mentre sulle misure per la parità, su 300mila euro 150mila sono per la Città metropolitana. Faremo un'interlocuzione con il sindaco della Città metropolitana, che è una dimensione complicata, che però io sostengo - ha affermato ancora il governatore - perché credo che sia per Milano la dimensione giusta e stiamo lavorando con loro per capire come organizzare al meglio per rendere efficiente anche questa realtà, che oggi efficiente non è. La dimensione con cui ci rapportiamo oggi è quella della Città metropolitana. I nostri interlocutori - ha concluso Maroni - sono le Istituzioni, e lo stesso stiamo facendo anche per l'attuazione del Protocollo con Anas, per il quale abbiamo chiesto il coinvolgimento dei presidenti delle Province».

Leggi tutte le notizie su "Giornale di Lecco"
Edizione digitale

Autore:ces

Pubblicato il: 27 Marzo 2017

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti

Hai a disposizione 2500 caratteri

Ne stai uililizzando 20

Per commentare devi essere loggato.