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MILANO

Dalle spese pazze alla mobilità  del futuro I pilastri strategici: sviluppo del trasporto ferroviario, partnership macroregionale verso Veneto e Liguria, sostenibilità  ambientale

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Ha saputo far dimenticare una situazione difficile, segnata da scandali, rilanciando il Gruppo Fnm puntando su quattro pilastri: sviluppo del trasporto passeggeri (su ferro, su gomma ed elettrico), rinnovo dei treni, potenziamento del trasporto merci su ferro dai porti della Liguria e sviluppo delle infrastrutture. Andrea Gibelli guida il secondo operatore ferroviario italiano da metà 2015, una società che fa servizio pubblico ma che essendo quotata in borsa deve produrre utili. Un caso unico nel panorama nazionale.

«Due erano i punti di partenza fondamentali con cui ho assunto questo incarico - ci spiega Gibelli - Prima di tutto il rafforzamento di Fnm, garantendo le condizioni per assolvere il proprio core business, la gestione del trasporto ferroviario nella nostra regione, attraverso il controllo al 50% di Trenord. Abbiamo dovuto rafforzare la società, cambiando pelle, con un profondo rinnovamento del management interno, rafforzando i controlli e la trasparenza. Secondo, l'evoluzione oltre il perimetro regionale con lo sviluppo di settori industriali strategici. La nostra società è posseduta per il 57% da un ente pubblico, Regione Lombardia, ma siamo quotati in borsa e dobbiamo stare sul mercato. Con l'ultimo bilancio abbiamo distribuito agli azionisti il dividendo più alto degli ultimi 5 anni».

Come vi siete mossi per il trasporto regionale lombardo?

«Il principale obiettivo era l'acquisto del maggior numero di treni. La flotta di Trenord derivava da quella di Le Nord, 120 treni giovani, con una età media di 7 anni, e 40 treni da Trenitalia, con età media di 27 anni... Abbiamo quindi fatto un grande sforzo con l'acquisto di 45 treni nuovi, per una spesa di 500 milioni di euro, che entreranno in servizio tutti entro la fine dell'anno. Vagoni dai 450 ai 900 posti. Un risultato ottenuto grazie all'ingente investimento di Regione Lombardia, nonostante i continui tagli del governo al trasporto pubblico locale. Un impegno per le 730mila persone che tutti i giorni utilizzano i nostri treni».

Ma in questi anni vi siete mossi anche su altre direzioni?

«Per non restare una società chiusa nel perimetro regionale abbiamo cercato interessanti spazi di sviluppo su una scala più ampia, macroregionale, attraverso alleanze e acquisizioni in settori industriali strategici».

Così avete guardato a Est...

«Abbiamo acquisito il 50% di Azienda Trasporti Verona, rilevando la quota della Provincia di Verona, per una alleanza su gomma significativa, con una società in attivo e all'avanguardia, con una flotta giovane e innovativa. Una società, che come noi, svolge un servizio pubblico e produce utili. Un'alleanza che vogliamo replicare».

Ma avete guardato anche verso Ovest.

«Nel Nord Ovest si è creata una cabina di regia comune grazie all'alleanza dei tre governatori di Lombardia, Liguria e Piemonte, per rilanciare l'ex triangolo industriale in un'area strategica della logistica e dei trasporti per il Sud Europa: con il secondo canale di Suez e il tunnel del San Gottardo il Mediterraneo può tornare il centro dei traffici commerciali del Mondo. Una grande occasione per queste regioni, lungo il corridoio europeo Genova-Rotterdam. Potremo collegarci con aree importanti, come il Baden-Württemberg e la Baviera, due dei motori d'Europa, garantendo 5 giorni di vantaggio rispetto ai porti del Nord Europa. La Liguria sarà veramente l’acceso al mare della Lombardia a servizio dell’intero Paese. Da qui deriva la nostra acquisizione del 49% di FuoriMuro, società che gestisce la movimentazione in banchina e il trasporto ferroviario per il porto di Genova».

Fnm sta sviluppando altre opportunità di trasporto?

«Vogliamo passare dal concetto di trasporto a quello di mobilità. Cadorna è la prima stazione e-commerce d'Italia, reinventando il semplice transito sul treno, grazie agli appositi box per il ritiro della spesa fatta on line».

Anche la sostenibilità ambientale è un fattore importante.

«Con il servizio E-Vai, importante partnership con Enel, investiamo nel car sharing elettrico, riqualificando le stazioni in un rapporto diverso con i pendolari, anche in un'ottica di car pooling. Vogliamo lanciare il messaggio per cui se rendiamo più confortevole il viaggio e miglioriamo la qualità dei trasporti, la gente sarà più invogliata a utilizzare mezzi ecologicamente sostenibili. Il bacino Padano è uno dei più inquinati d'Europa, per questo dobbiamo promuovere modelli efficaci per muoversi a impatto zero».

Dovete inoltre gestire un gran numero di stazioni.

«Gestiamo 122 stazioni nelle province di Milano, Varese, Como, Monza e Brianza, Novara e Brescia. Abbiamo effettuato grossi investimenti per la sicurezza; abbiamo quasi completato la sistemazione delle banchine di accesso, a raso con i treni, per favorire l'accesso a tutti, in particolare i viaggiatori con disabilità. Da un ricerca fatta, il 21% dei viaggiatori di Trenord ha più di 64 anni, i pendolari sono solo il 32% e ben il 40% si muove per il tempo libero. Dobbiamo quindi garantire un accesso facilitato e dobbiamo pensare a una mobilità diversa».

Il treno, quindi, non è più solo per i pendolari?

«La Lombardia è la prima regione industriale, la prima regione agricola, la prima regione del terziario, e ora anche la prima regione turistica. Un turismo di elite, attirato da grandi eventi, cultura, storia e ambiente. E' il futuro di una regione che, con una mobilità moderna, deve favorire l'attrattività e migliorare la qualità della vita. Ho un sogno, e le condizioni già ci sono, dobbiamo solo favorire il cambiamento culturale dei cittadini: con l'auto elettrica raggiungo la stazione, salgo su treni nuovi e confortevoli, faccio la spesa on line e la trovo nell'apposito box sul viaggio di ritorno. Non è un cambiamento ideologico ma pragmatico: miglioriamo la qualità dell'ambiente e della vita perché ci conviene».

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Autore:ces

Pubblicato il: 03 Luglio 2017

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