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Credere nel futuro e aver fiducia nei giovani Sottoscritto nei mesi scorsi un importante patto di alternanza scuola lavoro con il Liceo Artistico Modigliani di Giussano

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Per quanto si sia bravi a competere nel mondo oggi un elemento di grande valore aggiunto è costituito dalle risorse umane che si è in grado di mettere in campo. Il capitale umano sarà sempre più un elemento competitivo che farà la differenza.

Questo argomento è stato al centro dell’intervista con l’architetto Vittorio Molteni, fondatore e animatore di Arredaesse, che nei mesi scorsi ha sottoscritto un importante patto di alternanza scuola lavoro con il Liceo Artistico Modigliani di Giussano

Negli anni a venire di quale capitale umano avrà bisogno un’azienda come Arredaesse per continuare a mantenere la sua leadership, la sua reputazione e il suo riconoscimento in giro per il mondo?

«Qui a pochi chilometri da noi c’è il Liceo Artistico “Amedeo Modigliani” di Giussano. Prima di diventare un Liceo per decenni è stata la Scuola d’Arte come ce n’erano tante sparse per l’Italia e la Brianza, nelle quali si formavano tutte quelle professionalità che poi trovavano sbocco nelle aziende del territorio».

E oggi? Che cosa studiano adesso i ragazzi e le ragazze che frequentano il Modigliani?

«Nell’istituto di via Caimi a Giussano si formano giovani che hanno competenze di design, di scenografia, di architettura, di grafica, di comunicazione multimediale. Chi ci dice che in quelle aule oggi si stanno formando ragazzi e ragazze che fra 5 anni potrebbero essere talenti che inventeranno nuovi concetti di arredamento o dell’abitare? Noi abbiamo perciò deciso di esserci e guardarli più da vicino».

Come è nata l’idea del progetto di alternanza scuola lavoro?.

«Io come professionista e imprenditore sono 40 anni che giro il mondo e sono portato ad essere molto pragmatico. Un amico mi ha parlato di questa opportunità prevista dalla legge di riforma della scuola. Mi ha convinto della bontà e senza perdere tempo abbiamo costruito un percorso di collaborazione più ampio della semplice alternanza scuola lavoro fra Arredaesse e Modigliani».

Così è nato il progetto AR_LAB?

«Sempre presso il nostro quartier generale di Carugo avevamo degli spazi inutilizzati che potevano diventare una sorta di laboratorio creativo multidisciplinare, da mettere a disposizione degli studenti per svolgere sia il loro percorso di alternanza, ma allo stesso tempo far diventare il loro incontro diretto con l’azienda l’occasione per andare oltre la formazione fine a se stessa. Ecco che ha preso corpo AR LAB».

Quanto dura e quanti studenti coinvolge il progetto?

«Per i prossimi tre anni le classi coinvolte nel progetto di alternanza avranno a disposizione non solo lo spazio fisico dove esprimere tutto il loro estro creativo, ma un vero e proprio commitment cioè la nostra azienda. Coinvolgiamo quasi 80 ragazzi e ragazze. Davvero tanti».

Davvero è complicato, come dicono alcuni, gestire come imprese i progetti di alternanza?

«Da quello che mi ha raccontato mio figlio Gianmarco, che ha seguito tutto il gruppo di lavoro di progettazione aziendale fin dal primo momento direi di sì, ma allo stesso tempo stimolante. Ci vuole lo spirito giusto, nel suo caso, lui giovane fra i giovani, è tornato a scuola per trasferire agli studenti parte delle competenze e delle capacità che ha acquisito in questi anni insieme con me in giro per il mondo. Da quello che hanno prodotto e realizzato posso dire che sono molto soddisfatto per il lavoro fatto fino ad ora».

Qual è l’utilità per l’Arredaesse nel partecipare ad un progetto del genere?

«Certamente utile all’azienda. Penso però che operazioni come queste siano utili anche al territorio. Le nostre radici sono qui ed è un legame indissolubile che lega impresa e territorio. Non è un vezzo nostalgico dei bei tempi che furono, ma lo stimolo per portare in giro per il mondo capacità, competenze, gusto e saper fare unici e irripetibili. Io credo da sempre nei giovani. Loro sono la speranza per il futuro di tutti, ma per dimostrare che ci crediamo per davvero ci tiriamo su le maniche e lavoriamo con concretezza con loro».

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Autore:afm

Pubblicato il: 01 Maggio 2017

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